Trama: Prospero Ribera è appena passato a miglior vita e i Selciano, tra loro il capofamiglia, l’avvocato Amedeo, sono riuniti per ricordare il caro estinto: per ben trentasette anni infatti, il Ribera, grazie alla generosità del vecchio Selciano, ha vissuto come ospite fisso della famiglia, da sempreimpegnata in opere di beneficenza. Improvvisamente bussa alla porta il figlio di Prospero, Ludovico, il quale reclama per sé il posto del padre: se avevano accolto lui, ora che non c’è più, vista la loro generosità, devono ospitarne il figlio.
Cast: Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Milvia Marigliano, Umberto Bellissimo.
Note:
Un classico di Eduardo per Andrée Ruth Shammah legata al grande autore
da autentico affetto. Con questo ruolo Marianella ha debuttato al
Teatro Piccolo di Milano,
palcoscenico storico calcato dai più grandi interpreti della storia del teatro italiano.
Scheda Spettacolo: Regia Andrée Ruth Shammah, Autore Eduardo De Filippo, Scene e Costumi Gian Maurizio Fercioni, Luci Marcello Jazzetti, Musiche Michele Tadini, Produzione Teatro Franco Parenti e Teatro Stabile di Calabria.
“Io, L'Erede” – Stagione Teatrale 2008
03/02/2008 - Imperia (Im) - Teatro Cavour
04/02/2008 - Bra (Cn) - Teatro Politeama
06/02/2008 - 10/02/2008 - Torino (To) - Teatro Lingotto
11/02/2008 - Tortona (Al) - Teatro Civico di Tortona
12/02/2008 - Pavullo nel Frignano - Teatro W. Mac Mazzieri
13/02/2008 - Maranello (Mo) - Auditorium Enzo Ferrari
14/02/2008 - 17/02/2008 - Monza (Mi) - Teatro Manzoni
18/02/2008 - 20/02/2008 - Ivrea (To) - Teatro Giacosa
21/02/2008 - Battipaglia (Sa) - Teatro Garofalo
22/02/2008 - 24/02/2008 - Pompei (Na) - Teatro Di Costanzo - Mattiello
26/02/2008 - Benevento (Bn) - Teatro Massimo
27/02/2008 - Pomigliano (Na) - Teatro Gloria
28/02/2008 - Telese (Bn) - Teatro Modernissimo
29/02/2008 - Frattamaggiore (Na) - Cinema Teatro De Rosa
01/03/2008 - 02/03/2008 - Salerno (Sa) - Teatro Delle Arti
04/03/2008 - 06/03/2008 - Savona (Sv) - Teatro Chiabrera
07/03/2008 - Grosseto (Gr) - Teatro Degli Industri
08/03/2008 - 09/03/2008 - Avellino (Av) - Teatro Gesualdo
11/03/2008 - 13/03/2008 - Seregno (Mi) - Teatro San Rocco
14/03/2008 - San Severino Marche (Mc) - Teatro Feronia
15/03/2008 - 16/03/2008 - Recanati (Mc) - Teatro Persiani
17/03/2008 - Chiaravalle (An) - Teatro Valle
18/03/2008 - Todi (Pg) - Teatro Comunale
25/03/2008 - Fasano (Br) - Teatro Kennedy
26/03/2008 - Putignano (Ba) - Salone Margherita
27/03/2008 - Francavilla (Br) - Cinema Teatro Italia
28/03/2008 - Taviano (Le) - Teatro Fasano
29/03/2008 - Bisceglie (Ba) - Teatro Garibaldi
30/03/2008 - Canosa (Ba) - Teatro Scorpion
31/03/2008 - Sannicandro (Ba) - Teatro Italia
02/04/2008 - 03/04/2008 - Bassano Del Grappa (Vi) - Teatro Astra
04/04/2008 - Gorizia (Go) - Teatro Verdi
05/04/2008 - 06/04/2008 - Lecco (Lc) - Teatro Della Società
08/04/2008 - 20/04/2008 - Milano (Mi) - Teatro Franco Parenti (Pierlombardo)
21/04/2008 - Melzo (Mi) - Teatro Trivulzio
22/04/2008 - Magenta (Mi) - Teatro Lirico
"Io, L’Erede" Tournée 2007
18/01 – Strabella (Pv) – Teatro Sociale
19/01 - Legnano (Mi) - Teatro Galleria
20/01 - Castelfranco Emilia (Mo) - Teatro Dadà
21/01 - Meldola (Fo) - Teatro Comunale Dragoni
22/01 - Bagnacavallo (Ra) - Teatro Comunale Goldoni
23/01 - Spoleto (Pg) - Teatro Caio Melisso
24/01 - Gubbio (Pg) - Teatro Comunale
25/01 - San Marino - Teatro Nuovo di Dogana
26/01 – 28/01 - Massa (Ms) - Teatro Guglielmi
30/01 – 01/02 - Varese - Teatro Apollonio
02/02 – 04/02 - Vigevano (Pv) - Teatro Cagnoni
05/02 - Borgo Manero (No) - Teatro Nuovo
06/02 - Arcore (Mi) - Teatro Nuovo
07/02 – 11/02 - Brescia - Teatro Sociale
12/02 – 13/02 - Cesano Boscone (Mi) - Teatro Cinema Cristallo
15/02 - Tolmezzo (Ud) - Teatro Auditorium
16/02 – 25/02 - Trieste - Teatro Cristallo
26/02 – 27/02 - Monfalcone (Go) - Teatro Comunale
28/02 - La tisana (Ud) Teatro Odeon
01/03 - Magnano (Bi) - Teatro Sociale
02/03 – 04/03 - Rimini - Teatro Novelli
06/03 – 25/03 - Roma - Teatro Eliseo
27/03 – 28/03 - Pescara - Teatro Circus
29/03 – 01/04 - L’Aquila - Teatro Comunale
02/04 – 04/04 - Verona - Teatro Nuovo
10/04 – 22/04 - Napoli - Teatro Diana
23/04 - Piano di Sorrento (Na) - Teatro Delle Rose
03/05 – 04/05 - Crotone - Teatro Apollo
"Io, L'Erede" - Tournée 2005 - 2006
27/09 - 09/10 Milano - Piccolo Teatro Sala Paolo Grassi
11/10 - 16/10 Firenze - Teatro La Pergola
27/10 - 29/10 Caserta - Teatro Comunale
01/11 - 02/11 Bolzano - Teatro Gries
05/11 - Lodi - Teatro alle Vigne
08/11 - 13/11 - Bologna - Teatro Duse
15/11 - 20/11 - Genova - Teatro Della Corte
22/11 - Fossano (Cn) - Teatro I Portici
23/11 - Nizza Monferrato (At) - Teatro Sociale
24/11 - Mondovi' (Cn) - Teatro Baretti
26/11 - Oleggio (No) - Teatro Civico
28/11 - 30/11 - Locarno (Ch) - Teatro Locarno
04/12 - Sulmona (Aq) - Teatro Maria Caniglia
05/12 - Giulianova (Te) - Cineteatro Ariston
06/12 - Agnone (Is) - Teatro Italo Argentino
07/12 - Isernia (Is) - Teatro 8
09/12 - Larino (Cb) - Teatro Risorgimento
10/12 - Atri (Te) - Teatro Comunale
12/12 - Mercato S. Severino (Sa) - Comunale
13/12 - Castellana - Teatro Socrate
04/01 - Vittoria - Teatro Comunale
05-06/01 - Trecastagni - Teatro Comunale
07/01 - Trapani - Tito Marrone
09/01 - Brindisi - Teatro Impero
10-11/01 - Taranto - Teatro Orfeo
12/01 - Manduria - Teatro Ideal
13/01 - Gallipoli - Teatro Italia
14/01 - Manfredonia - San Michele
15/01 - Cerignola - Mercadante
17/01 - 18/01 - Reggio Calabria - Teatro Cilea
19/01 - Gioiosa Ionica - Teatro Gioiosa
20/01 - Lametia Terme - Teatro Grandinetti
21/01 - Reggio Calabria - Teatro Cilea
Vi consigliamo di visitare i link sottostanti per maggiori informazioni.
Marianella Bargilli Official Forum
Teatro Stabile di Calabria
Dentro Eduardo.
La regia attraverso lo scavo drammaturgico, nel racconto di Anurée Ruth Shammah Quando
un regista riprende in mano a distanza di tempo uno spettacolo che ha
messo in scena con successo, c’è uno sdoppiamento di sentimenti tra il
vecchio e il nuovo, tra oggi ed allora. Dieci anni fa era il tema
dell’eredità a stimolare chiavi di lettura e linee di interpretazione,
facendo ricorso a una sapienza teatrale acquisita attraverso gli
affetti e la sfida era di dimostrare lo spessore drammaturgico di
Eduardo nel solco degli autori più disillusi del Novecento. Oggi
nasce una coproduzione e nel nome di De Filippo due universi teatrali
diversi e paralleli si uniscono. Da un lato c’è una compagnia composta
prevalentemente da attori napoletani e la sfida è di rappresentare un
Eduardo “altro”, di ribadirne la grandezza assoluta dentro la
“napoletanità“, trovando un linguaggio teatrale adeguato alla severità
morale di questa commedia. Stai
cercando di tirare fuori questo testo dalla sua matrice tradizionale
napoletana per farne una parabola, quasi un teorema della visione
negativa dell’umanità (non si salva nessuno, dentro e fuori questa
commedia) nel teatro di Eduardo? Prima di tutto io vorrei dire che questo è un testo-rivelazione. Uno
lo legge e dice: com’è bello. Non sa ancora quanto arriverà ad esserlo
una volta messo in scena ma sente subito che è un grande testo e
avverte la necessità di andare a capire perché ha avuto una vita tanto
travagliata. Lo stesso Eduardo accredita la storia dei dissapori con
Peppino che lo recitava malvolentieri, ecc. In realtà si capisce che la
ragione sta nella sua grandezza: era un testo molto in anticipo sul
tempi per la lucidità del giudizio su una certa società e per la
cattiveria/violenza che contiene. E’ quasi un’autobiografia delle
amarezze e come poteva avere successo il tormento che c’è dentro? Allora
— dice Eduardo — se lo faccio in italiano forse diventa più astratto,
gli spettatori si sentono meno colpiti perché s’identificano meno con
quei personaggi mostruosi. Ma
fa storia rimane intriqante perché poi Edoardo non lo riprenderà più,
lasciando che siano altri a metterlo in scena e il successo arriverà
solo negli anni Ottanta, ma anche lì non sarà perentorio, definitivo,
tale cia consacrare la commedia tra le grandi opere. Eppure
questa vita segreta del testo è bellissima perché ti accorgi che non
solo non è scritta in napoletano ma nemmeno è pensata in napoletano.
Scopri che ha dentro Feydeau — quello non delle macchiette, ma dei
capolavori che bollano un’epoca dileggiandola — ha dentro Molière, nel
personaggio paradossale che s’infila in una famiglia e la scardina,
come Tartufo con Orgon. Lui non è migliore di loro però viene per fare
la morale. Le assurdità di certi dialoghi apparentemente quotidiani
sembrano prese dalla Cantatrice calva di Jonesco. E quando poi arrivi a certe scene corali, tenute dentro un’atmosfera sospesa, sembra di essere davanti a Pinter. Insomma, c’è dentro il grande teatro, tutta la problematica dell’uomo moderno. Quali strade hai seguito per portare Eduardo a questo “assoluto”? Qui
torna utile il discorso sul titolo, sull’eredità con cui sei portato a
tare i conti. Se hai conosciuto un certo modo di lavorare, è un po’ più
facile entrare in un testo come questo e occupare gli spazi che ti
lascia. Conoscendo il teatro di Eduardo, la sua storia personale e
avendo visto in che modo faceva vivere i suoi personaggi sul
palcoscenico, mi sono sentita legittimata a fare una
regia-drammaturgia. Ml sono permessa di mettere mano alla torme per
rispettare la teatralità. Si sente che, avendolo recitato poco, Edoardo
ha lasciato in questo testo delle cose incompiute, che non ha avuto
modo dl verificare in scena. E allora l’ho fatto io, come mi hanno
insegnato — un’altra eredità — quelli da cui ho imparato che cos’è la
drammaturgia. lI
lavoro delle. prove è stato essenzialmente un lavoro di drammaturgia in
palcoscenico, per dare voce a questi personaggi dimenticati che hanno
bisogno di esistere ma è stato il lavoro di regia a far scoprire dove
era giusto dar loro una storia perché solo quando metti in scena ti
chiedi che cosa stiano lì a fare. Prendi,
ad esempio, zia Dorotea. Ti accorgi che se fosse stata interpretata da
Titina avrebbe preso un altro spazio. E’ una di quelle donne forti,
frequenti nel teatro di Eduardo, che tengono in piedi la famiglia
sostituendosi agli uomini fragili. Lei è la vecchia generazione solida,
ha preso il posto del fratello, ha la forza. Mi è sembrato giusto che
sia un uomo ad interpretarla e allora, con un attore come Mastelloni, è
divertente andare a scoprire tutto In repertorio di battute delle varie
donne-donimanti, donne-maschio che occupano il ruolo del padrone di
casa. E la sorella Adele: quante sono, nelle commedie di Eduardo, le
sorelle, e zie, le cognate: zitelle che improvvisamente scoprono
l’amore e si trasformano, si affrancano. L’eredità,
la conoscenza della teatralità eduardiana, ha fatto sì che ogni
intervento, anche la battuta apparentemente più facile, venga da lui.
Ho preso da Gennariniello, da La buona ricetta, da Dolore sotto chiave e
così via. Anche una frase come “La fortuna gira” che avrebbe potuto
dire chiunque, l’ho data a zia Dorotea perché ripresa dal finale di Bene mio, cuore mio. Ho letto il libro che tratta del cibo nel teatro di De Filippo, io cui si cita Io, l’erede
come esempio di pranzo tragicomico e ho visto che era giusto metterci
che il vecchio Prospero sapesse cucinare. Così e la storia della torta
di prugne che intriga la cameriera e la zia e che ho preso da “La buona ricetta”. Lo
spettacolo è pieno di queste piccole attenzioni, citazioni, rimandi:
chi se ne accorge? Chi li capisce? Forse nemmeno i critici, ma siamo
noi che abbiamo la consapevolezza di muoverci nel mondo di Edoardo e
siamo felici di sentire che queste battute, appena dette, funzionano
come se fossero li da sempre. Oltretutto
se nessuno se ne accorge, vuoI dire che è un lavoro ben fatto, cne ha
occupato niente più che quegli spazi che Eduardo avrebbe riempito a
modo suo. E
anche qui la conoscenza di Eduardo mi ha fatto da guida. Sono entrata
dentro il suo teatro per arricchire la vita di questa commedia, non per
riprodurre la vita. La ricerca della verità di ciascun personaggio non
porta al naturalismo ma all’astrazione. Quella che vediamo in scena non
e una famiglia vera, ma la rappresentazione simbolica di una certa
società. Non stiamo certo facendo Brecht, proprio perché la vita che ci
mettiamo dentro ci salva dalla freddezza dei teatro epico-didascalico
ma lo straniamento l’ho voluto. La
scena è una pagina bianca, ha la dimensione paradossale dl una casa che
vive, continuamente montata e smontata. Oltre alla musica di Tadini,
che ha una sua astrazione, c’è l’intervento spiazzante dei suoni di
Paolo Ciarchi. La recitazione è detta, enunciata, buttata sul pubblico,
come si fa nell’avanspettacolo. L’attore non è mai “seduto”. I suoi
sentimenti sono sempre eccitati: non c’è la conversazione, ma la
rabbia. Il passaggio dal dialetto all’italiano è anche uno scarto del
pensiero. Trasferire
il pensiero dalla torma napoletana a un assoluto, da un attegqiamento
naturale a un altro astratto, straniato, ma nello spirito di Eduardo,
che non ammette schematismi, che ci ha insegnato il valore
dell’ambiguità, come quando, in scena, diceva una battuta e ne
contraddiceva il significato con un movimento delle sopracciglia. Eduardo segreto, intrigante, sorprendente e sempre divertente:cosi ci seduceva. E così intrigante, divertente e sorprendente mi auguro che questo spettacolo sia capace di sedurre gli spettatori.

Io L'Erede









