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Delitto Perfetto

Un cast di stelle per il titolo giallo più famoso di tutti i tempi...

Trama: Un marito,una moglie ricca e l’amante de lei… Una miscela esplosiva e la classica domanda:è possibile organizzare il DELITTO PERFETTO? Anche se alla chiamata della morte risponde la persona sbagliata? Perfetta è senz’altro la geometria di questo thriller serrato, concentrato intorno a una scena di straordinaria emozione.Tony, il marito, giocatore di tennis, Margot , la moglie, bella e ricca, Max, l’amante, scrittore di gialli. E poi Lesgate l’assassino senza scrupoli e il buon, vecchio ispettore Hubard. Personaggi in apparenza normali ma che nel corso della storia mostreranno i loro lati oscuri, psicologie inquietanti che nascono dalla penna straordinaria di Frederick Knott.

Cast: Geppy Gleijeses, Leopoldo Mastelloni, Marianella Bargilli, Raffaele Pisu e Paolo Serra.

Note: nello spettacolo a cinque personaggi l’unica donna è interpretata da Marianella Bargilli.

Scheda Spettacolo: Regia Geppy Gleijeses, Autore Frederick Knott, Traduzione Matteo D'Amico, Scene e Costumi Lorenzo Giglia, Luci Luigi Ascione, Musiche Matteo D'Amico, Produzione Teatro Stabile di Calabria.

“Delitto Perfetto” – Stagione Teatrale 2007-2008

28/10/2007 - Casalgrande (Re) - Pala De André
30/10/2007 - 11/11/2007 - Roma (Rm) - Teatro Quirino - Vittorio Gassman
13/11/2007 - 14/11/2007 - Cervia (Ra) - Teatro Comunale
15/11/2007 - Voghera - (Pv) - Teatro San Rocco
16/11/2007 – Pinerolo (To) - Teatro Incontro
17/11/2007 - Crescentino - (Vc) - Teatro Cinico Angelini
20/11/2007 - 21/11/2007 - Carbonia (Ci) - Teatro Centrale
22/11/2007 - 25/11/2007 - Cagliari (Ca) - Teatro Alfieri
27/11/2007 – 28/11/2007 – Campania -
29/11/2007 - 30/11/2007 - L'Aquila (Aq) - Teatro Comunale
04/12/2007 - 09/12/2007 - Napoli (Na) - Teatro Delle Palme
12/12/2007 - Giulianova (Te) - Teatro Ariston
13/12/2007 - Termoli (Cb) - Teatro Lumiere
14/12/2007 - Agnone (Is) - Teatro Italo Argentino
15/12/2007 – Avezzano (Aq) – Teatro Dei Marsi
17/12/2007 - 18/12/2007 - Pescara (Pe) - Teatro Circus Visioni
06/12/2007 - 07/12/2007 - Rende (Cs) - Teatro Garden
08/01/2008 - 09/01/2008 – Crotone (Kr) - Teatro Apollo
11/01/2008 - Tolmezzo (Ud) - Teatro Auditorium Luigi Candoni
12/01/2008 - Maniago (Pn) - Teatro Giuseppe Verdi
13/01/2008 - Cividale del Friuli (Ud) - Teatro Ristori
14/01/2008 – Latisana (Ud) – Teatro Odeon
16/01/2008 - 20/01/2008 - Trieste (Ts) - Teatro Politeama Rossetti
22/01/2008 – Rimini (Rn) - Teatro Corso
23/01/2008 - 27/01/2008 - Venezia (Ve) - Teatro Goldoni

“Delitto Perfetto” – Tournée 2006/2007

11/10 – 22/10 - Milano – Teatro Ciak
24/10 – 29/10 - Bologna – Teatro Duse
31/10 – 5/11 - Firenze – Teatro La Pergola
06/11 – 7/11 - Bolzano – Teatro Comun. Di Gries
10/11 - Montichiari (Bs) - Teatro Comunale
11/11 - 12/11 - Novara - Teatro Coccia
14/11 – 19/11 - Piemonte -
21/11 – 22/11 - Locarno - Teatro del Casinò
23/11 - Pavullo nel Frignano (Mo) - Teatro W. Mc Mazzieri
24/11 – 25/11 - Cattolica (Rn) - Teatro della Regina
26/11 - Rio Saliceto (Re) - Teatro Comunale
28/11 - Conegliano (Tv) - Teatro Accademia
29/11 - Valdagno (Vi) - Teatro Cinema Super
30/11 - Jesolo (Ve) - Teatro Comunale
02/12 - Lanciano (Ch) - Teatro Fenaroli
03/12 - Prato Vecchio (Ar) - Teatro degli Antei
04/12 - Colle di Val D’Elsa (Si) - Teatro Del Popolo
05/12 – 06/12 - Livorno - Teatro Goldoni
07/12 - Pescia (Pt) - Teatro Pacini
08/12 – Abruzzo -
09/12 - Ortona (Ch) - Teatro Vittoria
10/12 - Abruzzo
11/12 - Pietrasanta (Lu) - Teatro Comunale
12/12 – 17/12 - Genova - Teatro La Corte
18/12 – Luino (Va) - Teatro Sociale
19/12 – 26/12 - Torino - Teatro Alfieri
29/12 – 30/12 - Sanremo (Im) - Teatro del Casinò
05/01/2007 – 07/01/2007 - Reggio Calabria - Teatro Cilea
08/01/2007 – 09/01/2007 - Catania - Teatro Metropolitan
11/01/2007 – 14/01/2007 - Caserta - Teatro Ricciardi

Vi consigliamo di visitare i link sottostanti per maggiori informazioni.

Marianella Bargilli Official Forum
Teatro Stabile di Calabria

Lasciateli giocare a Dio.

Note di regia: Parleremo del Delitto Perfetto e di quello che abbiamo ereditato dal genio di Hitchcock. Non per fare uno sgarbo al povero Frederick Knott, onesto servitore della patria nella British Army e poi brillante autore di gialli "Long run", successi di lunga tenitura come Gli occhi della notte interpretati in teatro nel '98 addirittura da Quentin Tarantino. Ma Hitchcok no, Hitchock è un'altra cosa. Ti si infila nelle vene come eroina purissima e durante il "trip" ti consente di possedere la forma chiave del sogno, l'innocente che si deve discolpare, che deve rincorrere - pressato da ogni tipo di costruzione e ostacolato da ogni tipo di incidente - quella verità che lo assolverebbe agli occhi del mondo o quell'istante infinitesimale che lo farebbe uscire dall'incubo anzichè precipitarlo nel gorgo del tempo che si scaturisce. Cos'è questo se non l'incubo ricorrente di ognuno di noi, un "topos" che ci insegue, certe notti, fin dalla prima infanzia. Psicanalisi pura: il contrario del "whodunit", il giallo classico nel quale il pubblico deve seguire tutto come i personaggi. Giallo alla Agata Christie, meno interessante, in genere, sorta di puzzle mentale, di gioco di pazienza alla Sherlock Holmes che non prevede il coinvolgimento delle viscere, né favorisce la circolazione del sangue, la digestione evitando gotta, eumatismi e invecchiamento prematuro. Chiameremo questo metodo di cura "la terapia del brivido". No il pubblico sa tutto dal principio, mentre i personaggi non sanno nulla e l'assassino (il mandante) sa solo qualcosa. Non viè un solo dettaglio che depisti il pubblico. Non è un "whodunit" perchè il pubblico non deve scoprire l'assassino, conosce la sua identità fin dall'inizio. La suspence è creata dal fatto che il pubblico osserva i personaggi comportarsi allegramente in un atmosfera malsana, partecipa con trasporto perchè sa a quale destino vanno incontro i poveri attori. Così il pubblico gioca "ad essere Dio". Questa è la suspence. Sorgono nella loro mente continuamente delle domande: il marito assassino si darà alla fuga? La moglie verrà giustiziata? L'amante scioglierà il rebus? L'ispettore ricomparirà per salvare l'innocente? Se la conduzione del gioco è stata da parte nostra corretta, l'adrenalina e l'intelligenza del pubblico subiranno sollecitazioni da montagne russe. Abbiamo accennato alla suspence che possiamo chiamare "il piacere della paura": oltre al "whodunit" escludiamo il grand guignol votato a terrorizzare o nauseare anche fisicamente il pubblico e l'horror ricerca di stimoli eccessivi, degenerazionale del thriller e caduta di stile. Come nasce "il piacere della paura", il trionfo del brivido psicologico? Nasce da questo meraviglioso principio: prendiamo un proverbiale "topos" della paura, la sega circolare che si avvicina all'eroe legato e imbavagliato. Se una casalinga lo sperimentasse nella vita reale, nella sua stessa casa, sverrebbe senz'altro prima di essere segata in due parti. Al contrario a teatro o al cinema le salterebbero fuori gli occhi dalle orbite per l'eccitazione estatica. Ecco il piacere della paura. E perchè prova piacere? Perchè non dovrà pagarne il prezzo e lei lo sa. La sega non raggiungerà mai il suo collo (svenimento), né quello dell'eroe (spaesamento, delusione, amarezza). Nel subconscio della casalinga spettatrice vi è la certezza che il salvataggio impossibile accadrà; la sega si romperà, mancherà la corrente elettrica per omesso pagamento della bolletta, arriveranno i nostri e fermeranno il marchingegno, TEMI E NON TEMERE: l'assenza della suspence. Temi: la sega potrebbe ucciderlo. Non temere: non lo farà. E ora la madre di tutte le distinzioni: suspence e terrore. Bomba volante e una carica di tritolo. La bomba volante produce un rumore simile a quello di un motore fuoribordo e man, mano che si avvicina si fa più sordo e incombente fino al suo arrivo: i momenti che passano da quando si sente per la prima volta il motore fino all'esplosione finale sono momenti di suspence. Una carica di tritolo non ti dà alcun preavviso. Esplode e basta. Chiunque abbia sentito una carica di tritolo esplodere e sia sopravvissuto ha conosciuto il terrore. Il terrore si ottiene per mezzo della sorpresa, la suspance per mezzo dell'avvertimento. Delitto Perfetto ci spinge verso la suspance più pura e noi con gioia ci siamo inoltrati nel budello oscuro. Lo snodo esemplare della suspence è un modo di narrare, di far scaturire angoscia, di coinvolgere lo spettatore in una spirale di disagio che alla fine genera profonda solidarietà perfino per il protagonista, il nostro eroe negativo. La rincorsa della verità prima ancora di essere una esigenza morale dell'autore è un susseguirsi di linee, di spirali di piani inclinati. La suspence è progressiva per cui il primo aspetto di cui abbiamo tenuto conto è il senso del tempo, la sua scansione come avvicinamento progressivo e fatale allo scioglimento della vicenda; e dall'idea del tempo discende quella della gabbia, l'incrocio di grate visibili che avviluppano progressivamente Margot alla ricerca di una via d'uscita per riacquistare la libertà, l'onore, il rispetto di sè stesso. La gabbia diventa lo spazio chiuso nel quale i personaggi riescono con sempre maggiore difficoltà a fuggire il proprio destino, proprio come in un inferno sartiano o nell'universo concentrazionario di Finale di partita di Beckett. Ma non può sfuggire a nessuno come il modello strutturale sia quello della tragedia classica, con tutte le conseguenze dello scioglimento della catarsi. E facendo i conti con Shakespeare passiamo attraverso il dramma della gelosia con il soffocamento di Desdemona (ovvero lo strangolamento di Margot) ed è proprio la musica dell'Otello di Verdi che sottende tutta la scena fatale di Margot quasi agonizzante che con uno straordinario ribaltamento di piani, classico brivido del mistery, infila le sue forbici nella schiena di Lesgate. Finalmente una delle proverbiali "icy blondes" hitchcokiane si salva dalla sorte a cui è predestinata: lo strangolamento. Perchè, come nel saggio rivoluzionario di Price, il più acuto lato oscuro del genio mai scritto degli ultimi anni, il "messaggio che ricaviamo dai suoi tipici Jack lo Squartatore è che tutte le donne sono cagne, tutte le donne sono puttane, tutte le donne - subito dopo l'atto sessuale (o tradimento) - meritano di essere uccise". E qui si affaccia Amleto al quale lo spettro del padre ingiunge al figlio della donna che lo ha tradito "Lasciala al Cielo". E Tony, questo killer così ambiguo stringe un tacito patto scellerato con il suo amico rivale Max, altrettanto ambiguo, in un clima di intimità eccessiva. Secondo Price "Tony non vuole sopprimere la moglie per denaro; vuole farlo perchè si tratta di una donna e gli è toccato dormire con lei così a lungo. Perchè lui le odia davvero le donne". Quello che mi ha affascinato di questo testo è la totale "amoralità" del protagonista ma anche di tutti gli altri personaggi; una delle scene più belle è quella in cui, tessendo un inesorabile tela di ragno, giocando al gatto col topo Tony rivela al compagno di università Swann che lo ha seguito ininterrottamente per un anno e Swann apprende che una persona che gli era pressochè ignota fino a dieci minuti prima è penetratonella sua vita come il virus di Ebola. In questo intrigo dalle scale alla Escher, che ho chiesto a Ghiglia di progettare, si dipana il gioco al massacro contrappuntato dai fastidiosi e civettuoli chiacchiericci borghesi alla Doris Day anni '50 e mentre galleggia la felice famigliola inglese si annodano sciarpe a strangolare, si affilano forbici da affondare e si ingrassano corde per impiccare. Straordinario contrasto, inimitabile. Lo stile di recitazione scelto è l'understatement che tanto amava il maestro del brivido: i migliori attori sono quelli che sanno recitaresenza esagerazioni, con understatement sono un bene prezioso; per questo io faccio melodrammi, perchè si prestano ammirevolmente all'understatement. Non avrei potuto farlo senza Leopoldo Mastelloni, pronto a lasciare "Mastelloni" in camerino e presentarsi in palcoscenico come altro da sé, procedimento noto solo ai grandi. Senza Marianella Bargilli alla quale vorrei togliere ogni sera la sciarpa che la sta strozzando. Ebbene quella sciarpa non c'è, ma lei me la fa apparire. Senza Raffaele Pisu, il cui recupero al teatroti fa pensare a quanto siamo stati ciechi ed idioti tutti noi a non pensarci prima e che a giovarsene è più il teatro di lui. Senza Paolo Serra con cui il piacere di recitare è tale da rendere agevole i passaggi più impervi. Siamo pochi ma buoni. Un ultima cosa: Matteo D'Amico ha composto musiche assai pertinenti ed emozionanti. Non suo solo lo stacco che ascoltate all'inizio e alla fine. Non crediate che sia la colonna sonora di Delitto Perfetto di Hitchcock. Non mi sarei mai permesso... E' quella di Marnie.

 

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